La Spada, Due Spade
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Curato da Gianluca Nannetti (Kitsuki Takeda)
Tratto da “The Way of the Dragon” di John Wick (AEG) e “The Way of the Crane” di Ree
Soesbee (AEG)
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Nel Rokugan sono due le scuole di combattimento individuale che
primeggiano su tutte le altre, e la cui rivalità si perpetua dalla fondazione
dell’Impero: la scuola Kakita del Clan della Gru e quella Mirumoto del Clan del
Drago.
Pur trattandosi di scuole che insegnano tecniche del tutto diverse, così come
del tutto diversi furono coloro che per prima le idearono – Kakita e Mirumoto -,
una cosa hanno in comune, sono entrambe temute sia sui campi di battaglia che
in duello.
Sebbene i Kakita non siano famosi per le loro capacità belliche, la loro
presenza sul campo di battaglia spesso ha un impatto che va ben oltre il loro
numero. Sono infatti soliti puntare alle figure di comando avversarie e sfidarle,
sfruttando la loro maestria nel duellare per metterle fuori combattimento e
privare gli eserciti nemici delle loro figure chiave.
I Kakita infatti sono rinomati in tutto Rokugan per due cose: gli artigiani ed i
Maestri di duello Iaijutsu. La discrepanza tra questi aspetti non deve trarre in
inganno. Per i Kakita anche duellare è un’arte in cui, come per tutte le altre,
aspirano a raggiungere la perfezione.
Caratteristica distintiva della tecnica kakita è la postura adottata durante i
duelli. Durante la fase di attesa e studio, che precede l’estrazione delle lame e
l’attacco, un duellista Kakita è infatti solito appoggiare il dorso della propria
mano sull’elsa della katana, anziché il palmo, quasi a voler mostrare la propria
La tecnica kakita insegna a fondere spirito e corpo per diventare tutt’uno con
la propria katana, fino ad essere in grado, ai livelli più alti (rappresentati dai
famigerati Kenshinzen - maestri di spada), di effettuare il “Singolo Colpo”.
Con il “Singolo colpo” l’abilità raggiunta dal duellista è tale da essere in
grado di estrarre la katana, colpire ed abbattere l’avversario con un unico fluido
movimento, e rappresenta l’apice della tecnica creata da Kakita agli albori
dell’Impero.
Kakita fu il primo vero duellista “Iaijutsu”. Fu il primo Campione Smeraldo
di Rokugan, nonché Campione personale di Doji, oltre che suo marito e
comandante militare del Clan della Gru. E’ ricordato come un samurai devoto
sia al suo Clan che all’Imperatore, ed uno degli uomini più onorabili che siano
mai esistiti.
Durante la sua vita compilò il trattato “La Spada” in cui trascrisse le sue
tecniche e la sua filosofia, che sono alla base non solo delle tecniche Kakita, ma
anche di quelle sviluppate successivamente da quasi ogni scuola bushi di
Rokugan. Creò il primo dojo – scuola – in cui iniziò ad insegnare la via di
quello che fu poi definito come il “combattimento onorevole”.
Di Kakita era inoltre ben conosciuta l’antipatia per lo stile con due spade
usato da Mirumoto, parlando del quale scrisse: “Un uomo, una spada, un colpo”
(a cui Mirumoto replicò “Due mani”).
Dalla sua fondazione, ogni Imperatore di Rokugan ha inviato i propri figli
all’Accademia Kakita ad imparare l’arte della guerra e del combattimento
individuale.
Al contrario dei Kakita, i samurai Mirumoto compongono l’ossatura degli
eserciti del proprio Clan, ed è possibile individuare i più abili tra loro nel punto
della battaglia dove sono più fitti i nemici: una furia di movimento e di lame che
abbatte gli avversari attorno a se’.
La scuola Mirumoto insegna uno stile unico in tutto il Rokugan, utilizzato
solo dai samurai Mirumoto e, in alcuni casi, Kitsuki. Stile che prevede l’uso di
entrambe le spade simbolo del rango di Samurai: katana e wakizashi (spada
corta) e basa la propria tecnica sul movimento e l’adattabilità al nemico, così
come era nello stile del suo fondatore, Mirumoto.
Mirumoto fu uno dei due primi seguaci di Togashi e suo Yojimbo (guardia
del corpo). E’ descritto come un uomo alto, decisamente brutale nei modi e nel
carattere, ma è ricordato come uno dei duellisti più letali che l’Impero abbia mai
conosciuto. Di lui si tramanda che quando le altre scuole enfatizzavano
l’importanza di assumere una posizione di combattimento, Mirumoto era solito
rimanere con fare rilassato, con la katana lungo il fianco. Solo quando il suo
corpo esplodeva in una frenesia di movimento si poteva vedere il suo vero stile.
Riguardo le opinioni che gli altri samurai avevano di lui Mirumoto scrisse:
“Alcuni uomini dicono che sono un codardo. Ma il dovere di un samurai è
proteggere il suo signore. Sono così limitati di mente da non vedere che due
Nonostante sia stato Mirumoto per primo ad utilizzare tale stile di
combattimento, fu suo figlio Hojatsu a creare una vera propria scuola e a
formalizzarlo nel suo famoso trattato “Niten” (che significa “due spade” o “due
cieli” o “due spade cadono dal cielo”), scritto contemporaneamente al trattato di
Kakita “La spada”.
“Niten” è il termine con cui Hojiatsu ha denominato lo stile di Mirumoto,
anche se al di fuori del clan del Drago è comunemente chiamato “tecnica
daisho”, dal nome con cui viene definito l’insieme delle armi del samurai.
La tecnica Niten rende i samurai Mirumoto temuti avversari sia sul campo di
battaglia, dove sono in grado di tenere testa ad un numero di avversari ben
superiore, che in duello.
Mirumoto e Kakita non ebbero mai occasione di mettere alla prova le loro
tecniche uno contro l’altro. Fu invece Hojatsu, figlio adottivo di Mirumoto, e
uno dei più brillanti duellisti della storia di Rokugan, che si confrontò per ben
due volte con Kakita.
La prima occasione avvenne durante il quarantesimo compleanno
dell’Imperatore, quando questi richiese che Hojatsu e Kakita si affrontassero per
vedere quale delle due scuole fosse la migliore.
I duellisti si posizionarono incrociando gli sguardi e mettendo le mani sulle
katane... ma nessuno dei due estrasse la spada. L’intera giornata trascorse
vedendo entrambi gli uomini perfettamente immobili a studiarsi, senza che le
katane lasciassero il loro fodero. Quando il sole tramontò, Kakita e Hojiatsu si
inchinarono a vicenda in segno di onore per l’avversario e se ne andarono,
ciascuno consapevole che estrarre e colpire avrebbe significato la morte certa
Si rincontrarono nuovamente per il trentanovesimo compleanno di Kakita (un
anno prima che questi si ritirasse), questa volta sul campo di battaglia.
Hojatsu combatteva sotto la bandiera del Clan del Leone, col ruolo di aiutante
e consigliere militare, mentre Kakita guidava il contingente Gru. Si trattava di
uno scontro minore, ma entrambi gli uomini erano consapevoli che non
avrebbero mai più avuto un’altra occasione di incrociare le lame uno contro
l’altro.
Il duello avvenne in campo neutrale: quando il colpo fu sferrato entrambi i
duellisti caddero. Hojatsu morto, Kakita mortalmente ferito.
Kakita rifiutò di farsi guarire e si fece portare la Katana di Hojiatsu.
Le ultime parole di Kakita furono pronunciate alla spada del suo avversario:
“Adempi al tuo dovere nei confronti del tuo Signore”
Detto questo si lasciò cadere sulla lama del Drago e morì a fianco di Hojatsu.
I corpi di entrambi furono bruciati dove erano caduti, stesi affiancati in
un'unica pira funeraria. Anche oggi il monumento eretto in loro onore si erge in
quel luogo, meta di pellegrinaggio per tutti coloro che desiderano chiedere il
Qualche definizione:
Daisho: è la coppia delle spade portate dai samurai, formata da katana (spada
lunga) e wakizashi (spada corta). Rappresentano il simbolo della classe dei
Samurai e ne è vietato il possesso a chiunque non appartenga a tale casta.
Iaijutsu: tecniche di combattimento con estrazione rapida della katana.
Tipicamente utilizzate nei duelli o come risposta ad un attacco di sorpresa.
Kenjutsu (arte della spada): tecniche di combattimento con katana. Si
differenziano dallo Iaijutsu perché prevedono l’utilizzo di una lama già
estratta dal fodero e sono tipicamente utilizzate in battaglia, anche contro più
Duello Iaijutsu: è l’equivalente samurai del duello tra pistoleri tipico del
“Vecchio West”. E’ formalizzato da regole codificate che stabiliscono limiti e
modalità per lanciare e condurre una sfida. Il mancato rispetto di tali regole
comporta di norma la sconfittaimmediata ed il disonore per chi le ha infrante.
Si tratta in genere di duelli al primo sangue o, nella maggior parte dei casi, di
abilità (dove l’obiettivo è tagliare un lembo della veste dell’avversario o un
nastro appositamente indossato). I duelli all’ultimo sangue, i più rari, si
svolgono solitamente solo a fronte di gravi insulti o sul campo di battaglia.
Per lanciare, o accettare, una sfida all’ultimo sangue occorre solitamente
avere l’autorizzazione del proprio Signore (salvo sul campo di battaglia, dove
tale autorizzazione è considerata implicita dalla situazione). Per gli
appartenenti alla classe dei samurai che non sono combattenti (tipicamente i
cortigiani e gli shugenja) è accettabile che sia nominato uno sfidante che li
sostituisca in duello. E’ abitudine per tali tipologie di samurai portare al
fianco il solo wakizashi, come simbolo del proprio rango, anziché il daisho
completo, in quanto nella cultura e società di Rokugan portare al fianco la
katana è considerato segno dell’abilità nel suo utilizzo, e far intervenire un
altro al proprio posto in un duello può comportare il disonore del samurai
coinvolto.









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